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lunedì 22 ottobre 2012

Color pazzia: Stiletto colore perfetto


Bentornati nel mondo incantato di Colorpazzia.
Oggi parleremo con Roberta di un argomento che sta molto a cuore alle donne:Le scarpe,e a proposito di queste voglio ricordarvi quello che dice la mia amica Cenerentola : un paio di scarpe nuove può cambiarti la vita.





Buongiorno, mi presento, sono Roberta 29 anni e ho crisi convulsive con singhiozzi spasmodici da scarpe...
amate & odiate!?
Oggetto misterioso nella sfera maschile, ma terribilmente affascinante in quella delle donne.


Credo anzi sono fermamente convinta che se mi trovassi ad un bivio ,tra scarpe da una parte, e marito dall'altra... Perdonatemi! Ma io sceglierei un paio di tacchi alti.
Pensate un po'.. tacchi & uomini hanno in comune un sacco di cose:
la lunghezza
il colore
la forma
la pelle.. e non vado oltre!


Come musa ispiratrice, io sono devota non tanto alla griffe, ma quanto alla storia di “ormai” purtroppo della EX fondatrice e creatrice della famosa casa CHOO.




      





Incarna la passione sfrenata per le scarpe e la caparbietà di una donna riuscita a realizzare il suo sogno.
Nasce come redattrice, per Vogue Uk e fiuta un affare da 600 milioni di euro. La casa JIMMY CHOO spopola nell'arco di 6 anni, aumentando un fatturato del 50% ogni anno! Grazie all'aiuto del padre (tutti dicono che è un'imprenditore.. ma aveva una bottega dove riparava le scarpe.)
Tamara riesce a realizzare il suo sogno.



Ma torniamo a noi!

Le scarpe!
Che mondo sarebbe senza scarpe?
Io alle volte me le metto in fila, per colore, altezza.. e me le guardo, le mie bambine, gli parlo, e alle volte mi fanno anche sbucciare le ginocchia.. ma non potrei vivere senza, mi fanno sentire elegante, maliziosa, bella, sentire quel TIKKETIO, passo dopo passo tenendo lo stessa armonia, e senza interrompere quel suono.


 Una donna normale si trasforma in seduttrice dominante, che guarda letteralmente l'uomo dall'alto in basso.
Insomma: i tacchi sono i migliori amici di una donna!

Le calzature con il tacco non hanno un’origine certa, di sicuro le prime “invenzioni” di questo tipo assolvevano più ad un ruolo funzionale e pratico che estetico. Alcune fonti asseriscono che il primo caso di ostentazione dell’uso del tacco sia da attribuirsi a Caterina de’ Medici, che utilizzò una calzatura che slanciava la sua figura rendendola più sensuale nell’occasione del suo matrimonio con il Duca D’Orleans. L'evento si tenne a Parigi nel lontano 1533…pensa te!


Alla fine del Seicento invece, il Re Sole, noto per la sua bassa statura, ne fece elemento essenziale per elevarsi e dominare la sua corte! La tipologia di tacco da lui ideata, è tutt’ora considerata elemento di ispirazione per molti stilisti.



Ultimo sfogo, perché é di sfogo che si parla:
Fate attenzione ai colori, loro si che fanno la differenza.. I colori sono l'essenza della nostra giornata,
io ad esempio:

Uso il nero dark in momenti intimi


Il verde quando sono sottotono
Il viola quando ho voglia di farmi notare (ci riesco anche senza tacchi)
Il turchese quando voglio essere spiritosa
Il rosa cipria quando mi sento romantica


E per ultimo, ma non di minore importanza .. Il signor Blu..
La classe per eccellenza.


Ah! Dimenticavo
La mia mamma da piccola e tutt'ora mi chiama con un simpatico nomignolo:

La zingara con i tacchi a spillo!
Alla prossima...


Aufwiedersehen alla prossima settimana con Zampettolandia (i colori dei cani) a cura di Silvia Mercurio,ricordandoti che Colorpazzia è sempre con te Bau Bau.

Vincenzo M.

lunedì 15 ottobre 2012

Color pazzia:KITCHEN AND KITCHEN (i colori del cibo)




Vincenzo Mercurio

Bentornati nel mondo incantato di Colorpazzia,oggi parleremo di un connubio perfetto tra colori e cibo un'articolo tutto da gustare e ammirare.

Vai Barbarella comincia..........

Barbara Lacitignola
Ciao,
sono Barbara, l’“antropologa con le mani in pasta” di Cibo per la Mente, il primo caffè letterario di Taranto.
Esploro le connessioni sinestetiche tra il cibo e l’arte in ogni sua forma, dalla musica al cinema, alla letteratura & poesia, ed essendo io fashion – addicted (no victim!!) anche naturalmente della moda!!
“Con le mani in pasta” perché lo strumento principe dell’antropologo è l’osservazione partecipante, ossia essere dentro quello che si studia, e poi, per me cucinare significa esprimermi, rilassarmi, sfogarmi…
La mia cucina è assolutamente come me: confusion e felice!
Mangiare con gli occhi
Cucinare è un'arte. Visiva
Il cibo non è solo una particolare combinazione di sapori, ma anche di colori, forme, consistenze. Il meraviglioso potere della cucina permette di assemblare gli ingredienti in modo da creare piccoli capolavori da gustare, si, ma spesso prima di tutto da ammirare, da, appunto, mangiare con gli occhi.
Un piatto colorato raggiunge i nostri sensi ancor prima di assaggiarlo, il colore come la musica si serve di una scorciatoia per suscitare emozioni.
Certamente le nostre papille gustative vengono sollecitate dai profumi che indicano il gusto di ciò che assaporeremo, ma anche la vista ha un ruolo importante sull’identificazione di un cibo.
Il colore è il primo elemento che ci colpisce, e la tinta di un alimento rivela forti influenze nella percezione del gusto, sia quando vi è naturalmente contenuta, sia quando è aggiunta, o quando derivi da processi di cottura e conservazione.
Nella tradizione cinese con i colori si classificano anche i sapori: il rosso per l’amaro, il giallo per il dolce, il bianco per il piccante, il nero per il salato, il verde per l’acido.
Platone riassumeva il rapporto natura-colore, associando alle diverse tinte cromatiche gli elementi naturali: rosso al fuoco, giallo all’aria, verde ai boschi e agli animali, blu alla notte e all’acqua.
Nel Medioevo l’aggiunta di ingredienti colorati era fatta per esaltare il sapore stesso di un cibo.
Durante l’Ottocento questa necessita veniva ancora ribadita da Dumas nel “Grande dizionario di cucina”.
Esaminiamo come alcuni alimenti possono rivelare un legame anche simbolico tra colore e cibo.
Secondo alcune teorie ogni tinta possiede particolati vibrazioni energetiche che agiscono sull’inconscio influenzando l’umore. Vediamo in che modo.

 
Bianco indica purezza e luce. I cibi bianchi comunicano solennità (torte nuziali) o per contro semplicità, pensate ai nutrienti latte e riso. Favorisce la concentrazione, aiuta a disintossicarsi.


Rosso caldo ed eccitante, simboleggia fuoco e sangue, ed i cibi così colorati generano energia, come carni, vini, fragole o pomodori maturi. Spesso presente negli arredi dei fast food e nelle divise degli addetti alla ristorazione, il rosso stimolerebbe l’azione del soggetto verso il consumo. Apparecchiare la tavola in rosso sembra che consente di digerire ed assimilare meglio il cibo. È il colore dell’energia, della passione, della sensualità. Stimola l’appetito ed il metabolismo, riattivando tutte le funzioni dell’ultimo tratto dell’intestino. Troppo rosso però può creare stati di ansia e di agitazione, quindi va usato in dosi appropriate.



Verde colore della natura e della vegetazione è simbolo di forza, rinascita e speranza. Sono così colorati l'olio e tutta la tavola di primavera, dalle fave agli asparagi. Se si mangia con troppa voracità e in fretta, il verde sembra aiuti a rallentare l’assunzione dei pasti. Verdure e degli ortaggi hanno effetti depurativi del sangue, favoriscono il drenaggio linfatico ed irrobustiscono il sistema cardiocircolatorio. E’ il colore della serenità ed è un sedativo del sistema nervoso, aiuta a combattere irritabilità, insonnia ed esaurimento.


Giallo è solare e energetico, ricorda l’oro. Sembra sia il colore preferito dai golosi. Tuorlo d’uovo e miele sono i due capisaldi di questa interpretazione, assieme al “ricco” zafferano. Trasmette energia, allegria, senso di benessere, estroversione e lucidità cosciente.

Marrone induce sensazioni di rilassamento vitale e naturale, pensiamo alla cioccolata o ai datteri delle oasi del deserto fonte di nutrimento per le popolazioni nomadi.


Blu e Viola identificano l’equilibrio, anche se poco presenti in natura, i cibi che li contengono vengono considerati i migliori antidoti alla fame nervosa. Mirtilli, susine e uva donerebbero calma. Spesso il blu viene anche associato a muffe o bacche aspre non mature, e per gli antichi romani questo rappresentava un colore “non buono”, poco adatto alle genti civili perché i guerrieri “barbari” se ne servivano per dipingere il volto prima delle battaglie. I cibi che vanno dal viola all’indaco sono particolarmente ricchi di magnesio e di altri elementi fondamentali per le funzioni cerebrali.

Barbara L.



(Non dimentichiamo il cibo e i suoi effetti sul sesso,li si che ci si può divertire,guardate cosa fanno le fragole e ghiaccio in nove settimane e mezzo,grande cult cinematografico...
 Auf Wiederesen!!!

Amici ci vediamo la settimana prossima con la mia amica "La Zingara dai tacchi a spillo" con l'articolo (Stiletto colore perfetto), il più grande amore delle donne: Le scarpe.

Vincenzo M.